Indice
- È vero che in alcuni periodi dell’anno cadono più capelli?
- La caduta autunnale dei capelli non deve quindi preoccupare?
- Perché i capelli cadono di più alla fine dell’estate?
- La caduta stagionale è un telogen effluvium?
- Quanti capelli è normale perdere?
- Come si manifesta la caduta stagionale?
- Come si distingue la caduta stagionale da una malattia dei capelli?
- Quando è opportuno rivolgersi al dermatologo?
- La caduta stagionale si cura?
- La caduta stagionale può peggiorare la calvizie?
È vero che in alcuni periodi dell’anno cadono più capelli?
Sì. Il ciclo di crescita dei capelli non è uniforme durante tutto l’anno. Ci sono variazioni stagionali nella proporzione di follicoli in fase di crescita anagen e quelli in fase di riposo telogen: il rapporto anagen/telogen varia da 85/15 a 80/20, a seconda dei periodi dell’anno, con una caduta che varia dai 50 a 100 capelli al giorno.
Nell’emisfero boreale, la percentuale di capelli in telogen tende ad aumentare nei mesi estivi: la caduta dei capelli diviene quindi evidente tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Può anche esserci anche un secondo aumento della caduta dei capelli, meno marcato, in primavera.
La caduta autunnale dei capelli non deve quindi preoccupare?
Esatto: si tratta di una normale oscillazione del ciclo follicolare, con un aumento lieve e temporaneo della caduta dei capelli, visibile soprattutto nelle persone con capelli lunghi e folti.
Perché i capelli cadono di più alla fine dell’estate?
Il meccanismo della stagionalità non è stato chiarito in tutti i suoi dettagli. È possibile che siano coinvolti la durata della luce diurna, la temperatura, le radiazioni solari e segnali neuroendocrini legati all’ambiente. Un fattore importante sembra essere l’eccessiva esposizione del capo al sole: da questo l’indicazione a proteggere la testa con capelli e protezione solare durante l’estate. Tutti questi fattori sembrano influenzare il ciclo del follicolo, ma non permettono di prevedere con precisione in quale mese e con quale intensità ogni persona perderà più capelli.
Negli ultimi anni, ad esempio, sono sempre più le persone (soprattutto donne adulte) che lamentano un aumento della caduta dei capelli che dura tutta la stagione estiva, da giungo a settembre, quindi più precoce rispetto alla nota caduta autunnale. Spesso queste pazienti riportano una grande sudorazione del capo, che forse è implicata nella patogenesi della caduta.
La caduta stagionale è un telogen effluvium?
Si, i capelli che cadono hanno la tipica radice telogen (Fig. 1.) anche se è un telogen effluvium considerato ‘fisiologico’ e non patologico.

Il telogen effluvium è una reazione del follicolo a un evento o a una condizione che modifica il normale ciclo di crescita, inducendo il passaggio di molti follicoli dalla fase anagen quella telogen. La caduta compare dopo circa 2-3 mesi e può durare alcuni mesi.
L’aumento dei capelli in telogen, da solo, non dimostra quale sia la causa della caduta: per ricostruire l’origine del problema sono necessari la storia clinica, l’esame del cuoio capelluto e, quando indicato, esami di laboratorio.
La stagionalità della caduta dei capelli può quindi essere:
- una variazione fisiologica, senza perdita evidente di densità;
- un fenomeno percepito come più intenso durante il lavaggio o la spazzolatura;
- un fattore che rende più evidente un telogen effluvium già presente;
- un elemento che si somma a un’alopecia androgenetica, aumentando temporaneamente la caduta e il diradamento.
Quanti capelli è normale perdere?
Non esiste una soglia universale valida per tutte le persone. Il numero dei capelli che cade varia in rapporto alla densità della chioma.
È inoltre importante sottolineare che alcune variabili inducono una maggiore visualizzazione dei capelli che cadono: la caduta è maggiormente percepibile se i capelli sono lunghi, spessi e scuri, se il lavaggio non è frequente, se si hanno i capelli ricci e non si pettinano quotidianamente. La regola secondo cui la perdita di 100 capelli al giorno è normale è una semplificazione.
Come si manifesta la caduta stagionale?
Il sintomo principale è un aumento diffuso dei capelli persi durante il lavaggio, la spazzolatura, l’asciugatura o il passaggio delle mani tra i capelli. Non compaiono chiazze prive di capelli e il cuoio capelluto non presenta alterazioni evidenti.
La chioma può sembrare meno voluminosa, soprattutto alle lunghezze e nella coda, ma la densità è conservata. Questo è facilmente evidente alla tricoscopia che mostra un normale numero e diametro dei capelli, con un lieve aumento dei capelli corti in ricrescita (Fig. 2).

Se la caduta è intensa o si associa a un’alopecia androgenetica, iniziale o conclamata, il paziente può notare una maggiore visibilità della riga centrale, in quanto anche il telogen effluvium stagionale può peggiorare una alopecia androgenetica. In questi pazienti, la tricoscopia mostra non solo la presenza di capelli corti in ricrescita, ma anche della variabilità del diametro dei capelli, tipica dell’alopecia androgenetica (Fig.3).

Alcuni pazienti lamentano una tricodinia, cioè dolore, bruciore o aumentata sensibilità del cuoio capelluto. Questo sintomo può accompagnare il telogen effluvium, ma non è specifico e non consente da solo di attribuire la caduta alla stagionalità.
Come si distingue la caduta stagionale da una malattia dei capelli?
La visita dermatologica valuta la durata della caduta, la sua intensità, la presenza di episodi precedenti e la possibile coincidenza con eventi avvenuti nei mesi precedenti. Devono essere ricercati febbre o infezioni, interventi chirurgici, dimagrimento, diete restrittive, gravidanza o parto, stress importante, assunzione di nuovi farmaci e malattie della tiroide o di altri organi.
L’esame clinico e la tricoscopia permettono di verificare se il diametro dei capelli è uniforme oppure variabile. La presenza di molti capelli miniaturizzati e di diametro variabile nelle aree androgeno-sensibili, come vertice e regione frontale, suggerisce un’alopecia androgenetica associata. La presenza di chiazze senza capelli, capelli spezzati, desquamazione importante, arrossamento della cute, pustole o perdita di sopracciglia o altri peli del corpo richiede invece la ricerca di altre diagnosi.
Il pull test può documentare una caduta attiva, permettendo l’estrazione di capelli con radici in telogen.
Gli esami del sangue non sono uguali per tutti. In base alla storia clinica possono essere valutati emocromo, metabolismo del ferro e ferritina, funzione tiroidea, o altri parametri.
Quando è opportuno rivolgersi al dermatologo?
È consigliabile una valutazione specialistica quando:
- la caduta è intensa o progressiva;
- dura oltre 3-6 mesi;
- compare un diradamento evidente della riga o del vertice;
- si osservano chiazze, capelli spezzati o perdita di sopracciglia;
- il cuoio capelluto è arrossato, dolente, pruriginoso o desquamato;
- la caduta è iniziata dopo una dieta restrittiva, un intervento chirurgico, una malattia febbrile o l’introduzione di un farmaco;
- esiste una familiarità per alopecia androgenetica.
La caduta stagionale si cura?
Quando la caduta è realmente stagionale e non è associata ad altre malattie, tende a ridursi spontaneamente. Il follicolo pilifero riprende un nuovo ciclo di crescita, i capelli si allungano e la chioma recupera progressivamente il proprio equilibrio.
Sono utili un’alimentazione adeguata, con sufficiente apporto di proteine e calorie, e la correzione delle eventuali carenze.
E’ importante capire che Il lavaggio regolare non aumenta la caduta: rende semplicemente visibili i capelli che si sono già staccati. Non è quindi necessario ridurre la frequenza degli shampoo per paura di perdere più capelli.
Se la caduta stagionale si associa ad alopecia androgenetica, il trattamento deve essere rivolto anche a quest’ultima. Se invece la caduta è un telogen effluvium secondario, la priorità è identificare e correggere il fattore scatenante. Il recupero della densità è graduale: la riduzione della caduta precede di solito il miglioramento visibile del volume dei capelli.
La caduta stagionale può peggiorare la calvizie?
La stagionalità, da sola, non trasforma un follicolo normale in un follicolo miniaturizzato. Può però rendere più evidente un’alopecia androgenetica già presente, perché i capelli che ricrescono dopo il telogen effluvium sono in uno stadio più avanzato di miniaturizzazione.
Per questo la tricoscopia è importante: consente di distinguere una semplice riduzione temporanea del volume per la presenza di capelli corti in ricrescita da una vera alopecia per miniaturizzazione dei capelli. Nei pazienti predisposti alla calvizie, la caduta stagionale può quindi rappresentare il momento in cui un diradamento già iniziato diventa più visibile.