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Un nuovo farmaco con un meccanismo d'azione innovativo
Il ritlecitinib è un nuovo farmaco destinato a pazienti a partire dai 12 anni di età.
La notizia, discussa durante il congresso ADV 2023 di Berlino, rappresenta una conquista significativa soprattutto per gli adolescenti che soffrono delle forme gravi di questa malattia autoimmune. La professoressa Bianca Maria Piraccini ha illustrato il meccanismo d'azione del farmaco e i risultati degli studi clinici che ne confermano efficacia e sicurezza.
La particolarità di questo farmaco risiede nel suo doppio meccanismo d'azione: non si limita a bloccare la Janus kinasi 3, ma agisce anche sulle tirosin chinasi, offrendo uno spettro d'azione più ampio pur mantenendo una grande selettività.
Questo rappresenta un approccio mirato che permette di interrompere i processi infiammatori che causano l'attacco dei follicoli piliferi da parte del sistema immunitario, favorendo la ricrescita dei capelli senza compromettere eccessivamente le difese dell'organismo.
L'importanza dell'approvazione per gli adolescenti
L'aspetto più rivoluzionario dell'approvazione europea riguarda l'estensione del trattamento ai pazienti a partire dai 12 anni.
Fino ad oggi le opzioni terapeutiche per l'alopecia areata grave erano riservate esclusivamente agli adulti, costringendo gli adolescenti ad attendere la maggiore età per accedere a cure efficaci.
L'impatto psicologico dell'alopecia areata è spesso ancora più devastante nei giovani rispetto agli adulti: gli adolescenti hanno strumenti emotivi meno sviluppati per affrontare una perdita improvvisa e totale dei capelli, e le conseguenze sul piano sociale possono essere drammatiche. Numerosi studi documentano fenomeni come episodi di bullismo a scuola, ritiro dalle attività sportive, maggiore assenteismo scolastico e isolamento dai coetanei.
Un farmaco efficace dedicato anche a questa fascia d'età è uno strumento cruciale per proteggere il benessere psicologico e lo sviluppo sociale degli adolescenti affetti dalla patologia.
Risultati clinici promettenti
I dati dello studio ALLEGRO, una ricerca di fase 2B/3 su efficacia e sicurezza del ritlecitinib, mostrano risultati incoraggianti.
Circa l'80% dei pazienti con alopecia areata grave risponde positivamente al trattamento, ottenendo una ricrescita di almeno l'80% dei capelli.
Questo significa che nella maggior parte dei casi i capelli ricrescono quasi completamente, lasciando solo una piccola area non coperta, facilmente mascherabile con l'acconciatura.
La velocità di risposta varia da individuo a individuo: alcuni pazienti notano miglioramenti già dopo due mesi, mentre altri richiedono tempi più lunghi.
È necessario attendere circa un anno per definire se il paziente ha risposto al trattamento.
I dati indicano inoltre che la risposta è più rapida nelle forme insorte da meno tempo e in quelle che non hanno causato una perdita totale dei capelli.
Profilo di sicurezza
Gli eventi avversi gravi sono rarissimi, mentre gli effetti collaterali minori includono un lieve aumento delle infezioni virali come l'herpes, episodi di rinite, occasionale comparsa di acne e qualche episodio di mal di testa.
Si tratta di effetti perfettamente gestibili e già noti per questa categoria di farmaci, che non necessitano di sospensione del trattamento.
Prospettive future
Dopo l'approvazione della FDA e dell'EMA, si attende ora il via libera dell'AIFA per l'Italia, seguendo il percorso già tracciato da altri inibitori delle Janus chinasi approvati per l'alopecia areata. L'auspicio è che migliaia di giovani pazienti italiani possano presto accedere a questa terapia innovativa, recuperando non solo i capelli, ma anche la fiducia in se stessi e una vita sociale piena.
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